martedì 10 aprile 2012

Vivere Vegan #2

"Semplicemente mostruoso"
cosa?
"il fatto che tu nel piatto abbia un cucciolo di pecora di appena 30 giorni, sgozzato per il tuo palato. Non la senti la sofferenza sotto i tuoi denti?"

Lo so, tutte le santissime volte che mi trovo a tavola per le feste "comandate", mi ritrovo mio malgrado a fare la parte della trituramaroni. 

Però che palle, averlo saputo mica ci sarei andata a pranzo.
Già di tanto in tanto mi devo sopportare cadaveri sanguinolenti davanti al naso, ma l'agnello no, ti prego, non ce la posso fare. Mi veniva da vomitare, dalla sofferenza (la mia) a pensare alla sofferenza (la sua).
Ma l'avete mai sentito piangere un agnello?

Io non ce la faccio davvero più a sopportare 'ste cose, forse sono giunta davvero al limite. Ogni giorno ti scontri con sofferenza, ottusità e quant'altro.
E i pesi sul carretto della coscienza aumentano, la pelle che ti difende si assottiglia, i nervi si scoprono. E le palle inevitabilmente ti fumano.
E la cosa che mi più mi sconvolge, è la noncuranza con cui ti rispondono.
Per non parlare delle motivazioni poi! Se motivazioni si possono chiamare, perchè di motivi non ce ne sono proprio.

L'altra sera sono inciampata per caso su La7. Alle "Invasioni barbariche" c'era una specie di confronto proprio sulla mattanza degli agnelli, in vista del pranzo pasquale.
Da una parte alcuni Vegan e un pseudo santone torinese (che avrebbe fatto meglio a tacere piuttosto che rispondere alla domanda idiota di Daria Bignardi "è più grave mangiare carne di agnello o di mucca?" con un "quella di mucca, perchè per gli indù è sacra", vabbè lasciamo perdere va), dall'altra l'incarnazione del MALE. Due loschi figuri dalle tracotanti sembianze (bella pubblicità per noi: se a mangiare carne ti riduci così ...). Una ostessa de' Roma, e un cacciatore curatore di una rubrica su Sky mi pare.
Comunque, la fiera delle idiozie. Senza argomenti erano, privi di qualunque logica e di qualunque possibilità di confronto.

A metà fra il nervoso (per le stronzate che dicevano) e la ridarella (per le stronzate che dicevano), si insomma, vi consiglio di guardarvelo. E di pensarci su, anche 'sta volta.

http://www.la7.it/invasionibarbariche/pvideo-stream?id=i536466



martedì 3 aprile 2012

Recensione #1 Molto forte, incredibilmente vicino

Qualche giorno fa ho terminato di leggere "Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer, edito da Guanda. L'avevo espressamente richiesto come regalo di compleanno. Del romanzo ne hanno già fatto un film.

Ci ho messo un paio di giorni prima di scrivere questo post. Non l'ho scritto di pancia, voltata l'ultima pagina. Ci ho pensato su.

Foer non è uno scrittore banale, chi ha letto qualcosa di lui "Se niente importa" o "Ogni cosa è illuminata" solo per buttare lì due dei suoi romanzi strafamosi, sa che è uno scrittore che colpisce, sia per l'uso che fa delle parole, sia per le trovate che le parole cesellano.

Questo libro è meraviglioso. Ecco.
Io ve lo consiglio. C'è poco altro da aggiungere.

Parla di un bambino fuori dal comune, Oskar, che cerca di lottare a modo suo con l'assenza del padre, morto durante l'attentato dell'11 settembre.
Ma nonostante tutto, non è un  libro triste.

E' un libro che parla di speranza, che guarda al futuro con gli occhi di una bambino che si definisce così:



 Un libro in cui si racchiude la vita. Ti fa sorridere, ti fa riflettere (su quel che hai perso e su quel che hai) e alla fine ti lascia lieve.

Assolutamente da leggere!




safari book nella NYC di Foer:
http://www.nuok.it/nuok/safari-book-nella-new-york-di-jonathan-safran-foer/

lunedì 27 febbraio 2012

AAA grazioso bilocalino cercasi

Finalmente il freddo siberiano che ci teneva stretti in una morsa, sembra se ne sia andato definitivamente.
Non mi sembra più di vivere in una Dacia alle porte di Mosca, o in una più popolosa Kiev.
Mai come quest'anno ho perso cappelli, guanti ed indumenti termoregolatori.
La dura vita dell'ecologista mi costringe infatti ad utilizzare il più possibile i mezzi pubblici, lottando contro lunghe attese in banchina, treni soppressi, guasti alle linee elettriche e tutto il girotondo che cesella il fantastico mondo dei mezzi di trasporto pubblici.

Ecco perchè, quest'anno, più degli altri anni, ho atteso trepidante l'arrivo della primavera.  E della possibilità di "sciabbattare" allegramente a zonzo con le mie coloratissime All Stars.

(photo © Blunotte 2010)
Ma la vera novità di questa primavera 2012, non è l'arrivo della tanto agognata temperatura mite ed accogliente,  ma che sto cercando ufficialmente casa.

{qui ci starebbe un bellissimo stacchetto musicale del tipo TA TA TA TAAAA, canticchiato a scalare}

Ebbene sì, sto facendo capolino veramente nel mondo degli adulti, dei debiti trentennali, dei notai e di tutta la compagnia cantante.
Mi ci sono accostata un po' in punta di piedi, per paura di accorgermi che lo stavo facendo davvero; con timore quasi reverenziale, affascinata dai molteplici annunci luccicanti in cui un delizioso bilocale da 60 mq con terrazzo di 15 e travi a vista costava nel centro storico una cifra quasi ragionevole. 
Insomma, abboccando ad annunci di siffatta foggia, veri e propri richiami per gazze ladre dalle umane forme, mi sono lanciata piena di entusiasmo e di belle speranze nel fantamondo del mercato immobiliare.

Poi, tutto è cambiato.
Sul mio cammino, losche figure a metà fra il mitologico e il fantasmagorico (travestiti da agenti immobiliari), hanno cominciato a chiamarmi e farmi domande del tipo  

Ma il giardino a che piano lo cerca?

oppure  

Un delizioso bilocalino da 34 metri quadri, le può interessare?

E mi sono inevitabilmente svegliata dal sogno.