Qualche giorno fa ho terminato di leggere "Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer, edito da Guanda. L'avevo espressamente richiesto come regalo di compleanno. Del romanzo ne hanno già fatto un film.
Ci ho messo un paio di giorni prima di scrivere questo post. Non l'ho scritto di pancia, voltata l'ultima pagina. Ci ho pensato su.
Foer non è uno scrittore banale, chi ha letto qualcosa di lui "Se niente importa" o "Ogni cosa è illuminata" solo per buttare lì due dei suoi romanzi strafamosi, sa che è uno scrittore che colpisce, sia per l'uso che fa delle parole, sia per le trovate che le parole cesellano.
Questo libro è meraviglioso. Ecco.
Io ve lo consiglio. C'è poco altro da aggiungere.
Parla di un bambino fuori dal comune, Oskar, che cerca di lottare a modo suo con l'assenza del padre, morto durante l'attentato dell'11 settembre.
Ma nonostante tutto, non è un libro triste.
E' un libro che parla di speranza, che guarda al futuro con gli occhi di una bambino che si definisce così:
Un libro in cui si racchiude la vita. Ti fa sorridere, ti fa riflettere (su quel che hai perso e su quel che hai) e alla fine ti lascia lieve.
Assolutamente da leggere!
safari book nella NYC di Foer:
http://www.nuok.it/nuok/safari-book-nella-new-york-di-jonathan-safran-foer/
martedì 3 aprile 2012
lunedì 27 febbraio 2012
AAA grazioso bilocalino cercasi
Finalmente il freddo siberiano che ci teneva stretti in una morsa, sembra se ne sia andato definitivamente.
Non mi sembra più di vivere in una Dacia alle porte di Mosca, o in una più popolosa Kiev.
Mai come quest'anno ho perso cappelli, guanti ed indumenti termoregolatori.
La dura vita dell'ecologista mi costringe infatti ad utilizzare il più possibile i mezzi pubblici, lottando contro lunghe attese in banchina, treni soppressi, guasti alle linee elettriche e tutto il girotondo che cesella il fantastico mondo dei mezzi di trasporto pubblici.
Ecco perchè, quest'anno, più degli altri anni, ho atteso trepidante l'arrivo della primavera. E della possibilità di "sciabbattare" allegramente a zonzo con le mie coloratissime All Stars.
Ma la vera novità di questa primavera 2012, non è l'arrivo della tanto agognata temperatura mite ed accogliente, ma che sto cercando ufficialmente casa.
{qui ci starebbe un bellissimo stacchetto musicale del tipo TA TA TA TAAAA, canticchiato a scalare}
Ebbene sì, sto facendo capolino veramente nel mondo degli adulti, dei debiti trentennali, dei notai e di tutta la compagnia cantante.
Mi ci sono accostata un po' in punta di piedi, per paura di accorgermi che lo stavo facendo davvero; con timore quasi reverenziale, affascinata dai molteplici annunci luccicanti in cui un delizioso bilocale da 60 mq con terrazzo di 15 e travi a vista costava nel centro storico una cifra quasi ragionevole.
Insomma, abboccando ad annunci di siffatta foggia, veri e propri richiami per gazze ladre dalle umane forme, mi sono lanciata piena di entusiasmo e di belle speranze nel fantamondo del mercato immobiliare.
Poi, tutto è cambiato.
Sul mio cammino, losche figure a metà fra il mitologico e il fantasmagorico (travestiti da agenti immobiliari), hanno cominciato a chiamarmi e farmi domande del tipo
Ma il giardino a che piano lo cerca?
oppure
Un delizioso bilocalino da 34 metri quadri, le può interessare?
E mi sono inevitabilmente svegliata dal sogno.
Non mi sembra più di vivere in una Dacia alle porte di Mosca, o in una più popolosa Kiev.
Mai come quest'anno ho perso cappelli, guanti ed indumenti termoregolatori.
La dura vita dell'ecologista mi costringe infatti ad utilizzare il più possibile i mezzi pubblici, lottando contro lunghe attese in banchina, treni soppressi, guasti alle linee elettriche e tutto il girotondo che cesella il fantastico mondo dei mezzi di trasporto pubblici.
Ecco perchè, quest'anno, più degli altri anni, ho atteso trepidante l'arrivo della primavera. E della possibilità di "sciabbattare" allegramente a zonzo con le mie coloratissime All Stars.
![]() |
| (photo © Blunotte 2010) |
{qui ci starebbe un bellissimo stacchetto musicale del tipo TA TA TA TAAAA, canticchiato a scalare}
Ebbene sì, sto facendo capolino veramente nel mondo degli adulti, dei debiti trentennali, dei notai e di tutta la compagnia cantante.
Mi ci sono accostata un po' in punta di piedi, per paura di accorgermi che lo stavo facendo davvero; con timore quasi reverenziale, affascinata dai molteplici annunci luccicanti in cui un delizioso bilocale da 60 mq con terrazzo di 15 e travi a vista costava nel centro storico una cifra quasi ragionevole.
Insomma, abboccando ad annunci di siffatta foggia, veri e propri richiami per gazze ladre dalle umane forme, mi sono lanciata piena di entusiasmo e di belle speranze nel fantamondo del mercato immobiliare.
Poi, tutto è cambiato.
Sul mio cammino, losche figure a metà fra il mitologico e il fantasmagorico (travestiti da agenti immobiliari), hanno cominciato a chiamarmi e farmi domande del tipo
Ma il giardino a che piano lo cerca?
oppure
Un delizioso bilocalino da 34 metri quadri, le può interessare?
E mi sono inevitabilmente svegliata dal sogno.
lunedì 13 febbraio 2012
The Vegan Stoner
Questo Blog è davvero carinissimo! grafica deliziosa, foto accattivanti e ricette da leccarsi le vibrisse ... consigliatissimo!
Qui l'indirizzo completo del Blog
http://theveganstoner.com/
Enjoy yourself!
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http://theveganstoner.com/
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martedì 31 gennaio 2012
Vivere Vegan #1
Quando ti trovi a dover comunicare al mondo di essere Vegan, volendo estremizzare e semplificare al massimo, solitamente ti imbatti in tre tipi di interlocutori:
Un omicidio è pur sempre un omicidio. Siamo nel 2012, svegliatevi!! non bisogna per forza uccidere per nutrirsi in maniera equilibrata!
1) quello che ti fa subito la domanda diretta: "Vegan? cosa vuol dire Vegan?"
2) quello che finge di sapere cosa significhi, ma in realtà lo ignora ("ah, capisco")
3) quello che sa perfettamente di cosa parli e tace (sopracciglio circonflesso e sguardo pensoso)
Indipendentemente però dal contesto, a malincuore vai scoprendo che il comune denominatore dei tuoi interlocutori (che non siano essi stessi sensibili alla causa, ovviamente), siano essi ignari oppure no delle molteplici e incontrovertibili motivazioni che ti spingono a vivere ogni dannato secondo della tua esistenza in maniera cruelty free, è quello di farti sentire sbagliata.
Non appena alla tavolata di parenti che non vedi da anni (e ci sarà pure un cazzo di motivo, aggiungo), scema la conversazione, ecco che il simpaticone di turno allungandoti la mortadella che tu non mangi da oltre quindici anni, commenta "ah, già, tu sei quella che non mangia niente che abbia avuto gli occhi, e allora quel maglione che indossi? e la cintura?" e da lì parte la solita tiritera che ogni santissima volta ti trovi costretta a ripetere, manco fossi tu quella CHE AMMAZZA QUALCUNO per alimentarsi e coprirsi.
Eh già, perchè non solo il vegano non mangia nulla che derivi da sfruttamento di esseri senzienti (quindi niente carne, pesce, latte, miele e tutto ciò che sia di origine animale), ma non indossa nulla che sia appartenuto ad animali (pelle, pelo, lana, etc).
Qui vi risparmio le domande che mi fanno del tipo "ma il pesce non è carne, perchè non lo mangi?", "ma la mucca se non la mungi soffre" ed altre minchiate simili (scusate i toni, ma su queste cose mi scaldo parecchio), risposte che potete trovare esemplificate a meraviglia su siti quali http://www.viverevegan.org/ (solo per citarne uno), perchè con questo post non voglio elencarvi i mille e un motivo per i quali valga la pena diventare Vegan, ma con quanta ignoranza e ottusità mi trovi costretta giornalmente a fare i conti.
Sembra quasi che si divertano a cercarti in fallo; a puntarti il dito per cercare di sminuire una scelta di vita che è a 360 gradi fatta per gli animali, l'ambiente, il pianeta e pure per quella parte del mondo che NON MANGIA perchè tot ettari di suolo sono utilizzati dalla parte più ricca del pianeta come FORAGGIO per il bestiame da macello, piuttosto che essere coltivata a cereali e sfamare tutti coloro che soffrono la fame. E poi mi sento dire, ai banchetti informativi, "ma tu ai bambini che muoiono di fame non ci pensi?" si signora, che indossi un pelliccia fatta di circa 120 visoni scuoiati vivi, ci penso eccome: ecco perchè non mangio animali!
E poi capisci che il problema non sei tu, ma SONO LORO!
Essì, perchè sanno perfettamente che hai ragione e si sentono in difetto!
Quando il tuo modo di vivere (se vuoi faticoso, fantasioso e a volte limitante) è possibile, loro tremano.
Perchè si sentono minacciati nelle loro paleozoiche convinzioni.
Se ci riesci tu a vivere (e alla grande), possono farcela anche loro. Solo che non vogliono. E sai perchè non vogliono? solo perchè è più comodo così.
Più di una volta mi son sentita rispondere che se avessero visto filmati, foto e ascoltato audio di macelli non avrebbero più mangiato carne. E quindi cosa avrebbero potuto mangiare?
Dio che tristezza: la comodità vs la vita di un essere pensante.
che sia un vitello, un agnello, una mucca, una sogliola, cosa cambia?
E poi gli stessi si digustano delle foto dei mercati asiatici, pullulanti di gatti e di cani vivi pronti per essere scuoiati e cucinati. Ma cosa cambia?
Un omicidio è pur sempre un omicidio. Siamo nel 2012, svegliatevi!! non bisogna per forza uccidere per nutrirsi in maniera equilibrata!
La carne morta si seppellisce, mica si digerisce.
ma che ci vuoi fare, quelli che ti rispondono che dopotutto è sempre stato così, da che mondo è mondo, gli animali sono fatti per essere mangiati ... si, come no ... allora potremmo dire della stessa cosa della infibulazione, della lapidazione, di tutte le pratiche barbare compiute in virtù di una tradizione antica, no? ma basta, avete veramente rotto con sta tiritera trita e ritrita! aprite gli occhi e guardate quello che fate ogni santissimo secondo della vostra esistenza! guardate di COSA siete complici (fatevi un giro su http://laverabestia.org/, giusto per capire di cosa parlo).
E quando a mezzogiorno e a cena vi siederete di fronte al vostro piatto, chiedetevi CHI state mangiando, non cosa, e magari allungate nel frattempo una bella carezza al vostro gatto, ipocriti che non siete altro.
Ah.
Adesso mi sento meglio
lunedì 16 gennaio 2012
Giveaway green!
Un giveaway molto carino equo sostenibile e molto Green! partecipate numerosi e buona fortuna!
http://www.terraemadre.com/2012/01/2000-fans-e-un-giveaway/#comment-7662
lunedì 2 gennaio 2012
Felicemente sopravvissuta
Olè, anche quest'anno ce l'ho fatta: sono sopravvissuta sia al Natale e pure al Capodanno.
Inacidita peggio degli altri anni, ho veramente tirato un sospiro di sollievo questa mattina quando, nonostante la sveglia sia suonata praticamente all'alba, mi sono resa conto che si tornava alla "normalità".
Queste feste proprio non le reggo: non reggo il consumismo frenetico del regalo "adognicostoanchesenontivedopraticamenteuttoilrestodellannomabisognafarecosìperchèètradizione" ; da brava vegana men che meno reggo le tavole imbandite e straripanti di crudeltà (anche delle peggiori, tipo il patè solo per buttarne lì una); i regali ricevuti che non c'azzeccano niente (mi tocca ripetermi, ma da vegana vedersi regalare delle babbucce farcite di piume d'oca, mi mette proprio tristezza) e qui rimando al punto di cui sopra, a parte il regalo in sè (del tutto discutibile dal mio punto di vista), si vede proprio che non mi conosci per nulla.
E questo mi fa doppiamente tristezza.

Inacidita peggio degli altri anni, ho veramente tirato un sospiro di sollievo questa mattina quando, nonostante la sveglia sia suonata praticamente all'alba, mi sono resa conto che si tornava alla "normalità".
Queste feste proprio non le reggo: non reggo il consumismo frenetico del regalo "adognicostoanchesenontivedopraticamenteuttoilrestodellannomabisognafarecosìperchèètradizione" ; da brava vegana men che meno reggo le tavole imbandite e straripanti di crudeltà (anche delle peggiori, tipo il patè solo per buttarne lì una); i regali ricevuti che non c'azzeccano niente (mi tocca ripetermi, ma da vegana vedersi regalare delle babbucce farcite di piume d'oca, mi mette proprio tristezza) e qui rimando al punto di cui sopra, a parte il regalo in sè (del tutto discutibile dal mio punto di vista), si vede proprio che non mi conosci per nulla.
E questo mi fa doppiamente tristezza.

venerdì 9 dicembre 2011
C'ho il gatto narciso
Lei, la regina della casa fino all'anno scorso, si è vista a poco a poco portare in casa prima F., poi R. ed infine lui, il maschio, il re dei gatti, dal manto color cipria e dagli occhi cangianti. Un bel pezzo di micio, lasciatemolo dire.
Tutte e tre si sono guardate fra di loro, hanno guardato lui, hanno guardato me e si sono allontanate a metà fra il risentito e lo shoccato.
Lui, invece, sembra aver capito perfettamente come va il mondo: si posiziona nelle postazioni più comode della casa (letto, divano, zampa imbottita, cuccia con plaid) e mangia - per pura par condicio, lo so - indistintamente da tutte le ciotole. Siano o non siano a lui destinate.
Comunque sia è
a) un gran bel felino (ma questo l'avevo già anticipato), e sa di esserlo
b) dannatamente narciso
c) fastidiosamente sicuro di sè
d) egocentrico quanto basta
C'è niente da fare, anche nei felini, ritrovo le stesse identiche dinamiche che ho potuto - ohimè - riscontrare nei maschi umani.
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