lunedì 13 febbraio 2012

The Vegan Stoner

Questo Blog è davvero carinissimo! grafica deliziosa, foto accattivanti e ricette da leccarsi le vibrisse ... consigliatissimo!







Qui l'indirizzo completo del Blog

http://theveganstoner.com/

Enjoy yourself!


martedì 31 gennaio 2012

Vivere Vegan #1

Quando ti trovi a dover comunicare al mondo di essere Vegan, volendo estremizzare e semplificare al massimo, solitamente ti imbatti in tre tipi di interlocutori:

1) quello che ti fa subito la domanda diretta: "Vegan? cosa vuol dire Vegan?"
2) quello che finge di sapere cosa significhi, ma in realtà lo ignora ("ah, capisco")
3) quello che sa perfettamente di cosa parli e tace (sopracciglio circonflesso e sguardo pensoso)

Indipendentemente però dal contesto, a malincuore vai scoprendo che il comune denominatore dei tuoi interlocutori (che non siano essi stessi sensibili alla causa, ovviamente), siano essi ignari oppure no delle molteplici e incontrovertibili motivazioni che ti spingono a vivere ogni dannato secondo della tua esistenza in maniera cruelty free, è quello di farti sentire sbagliata.

Non appena alla tavolata di parenti che non vedi da anni (e ci sarà pure un cazzo di motivo, aggiungo), scema la conversazione, ecco che il simpaticone di turno allungandoti la mortadella che tu non mangi da oltre quindici anni, commenta "ah, già, tu sei quella che non mangia niente che abbia avuto gli occhi, e allora quel maglione che indossi? e la cintura?" e da lì parte la solita tiritera che ogni santissima volta ti trovi costretta a ripetere, manco fossi tu quella CHE AMMAZZA QUALCUNO per alimentarsi e coprirsi. 

Eh già, perchè non solo il vegano non mangia nulla che derivi da sfruttamento di esseri senzienti (quindi niente carne, pesce, latte, miele e tutto ciò che sia di origine animale), ma non indossa nulla che sia appartenuto ad animali (pelle, pelo, lana, etc). 

Qui vi risparmio le domande che mi fanno del tipo "ma il pesce non è carne, perchè non lo mangi?", "ma la mucca se non la mungi soffre" ed altre minchiate simili (scusate i toni, ma su queste cose mi scaldo parecchio), risposte che potete trovare esemplificate a meraviglia su siti quali http://www.viverevegan.org/ (solo per citarne uno), perchè con questo post non voglio elencarvi i mille e un motivo per i quali valga la pena diventare Vegan, ma con quanta ignoranza e ottusità mi trovi costretta giornalmente a fare i conti.

Sembra quasi che si divertano a cercarti in fallo; a puntarti il dito per cercare di sminuire una scelta di vita che è a 360 gradi fatta per gli animali, l'ambiente, il pianeta e pure per quella parte del mondo che NON MANGIA perchè tot ettari di suolo sono utilizzati dalla parte più ricca del pianeta come FORAGGIO per il bestiame da macello, piuttosto che essere coltivata a cereali e sfamare tutti coloro che soffrono la fame. E poi mi sento dire, ai banchetti informativi, "ma tu ai bambini che muoiono di fame non ci pensi?" si signora, che indossi un pelliccia fatta di circa 120 visoni scuoiati vivi, ci penso eccome: ecco perchè non mangio animali!

E poi capisci che il problema non sei tu, ma SONO LORO!
Essì, perchè sanno perfettamente che hai ragione e si sentono in difetto! 
Quando il tuo modo di vivere (se vuoi faticoso, fantasioso e a volte limitante) è possibile, loro tremano. 
Perchè si sentono minacciati nelle loro paleozoiche convinzioni. 
Se ci riesci tu a vivere (e alla grande), possono farcela anche loro. Solo che non vogliono. E sai perchè non vogliono? solo perchè è più comodo così. 
Più di una volta mi son sentita rispondere che se avessero visto filmati, foto e ascoltato audio di macelli non avrebbero più mangiato carne. E quindi cosa avrebbero potuto mangiare? 
Dio che tristezza: la comodità vs la vita di un essere pensante. 
che sia un vitello, un agnello, una mucca, una sogliola, cosa cambia? 

E poi gli stessi si digustano delle foto dei mercati asiatici, pullulanti di gatti e di cani vivi pronti per essere scuoiati e cucinati. Ma cosa cambia?
Un omicidio è pur sempre un omicidio. Siamo nel 2012, svegliatevi!! non bisogna per forza uccidere per nutrirsi in maniera equilibrata! 
La carne morta si seppellisce, mica si digerisce.
ma che ci vuoi fare, quelli che ti rispondono che dopotutto è sempre stato così, da che mondo è mondo, gli animali sono fatti per essere mangiati ... si, come no ... allora potremmo dire della stessa cosa della infibulazione, della lapidazione, di tutte le pratiche barbare compiute in virtù di una tradizione antica, no? ma basta, avete veramente rotto con sta tiritera trita e ritrita! aprite gli occhi e guardate quello che fate ogni santissimo secondo della vostra esistenza! guardate di COSA siete complici (fatevi un giro su http://laverabestia.org/, giusto per capire di cosa parlo). 

E quando a mezzogiorno e a cena vi siederete di fronte al vostro piatto, chiedetevi CHI state mangiando, non cosa, e magari allungate nel frattempo una bella carezza al vostro gatto, ipocriti che non siete altro.

Ah.
Adesso mi sento meglio

lunedì 16 gennaio 2012

Giveaway green!


Un giveaway molto carino equo sostenibile e molto Green! partecipate numerosi e buona fortuna!

http://www.terraemadre.com/2012/01/2000-fans-e-un-giveaway/#comment-7662

lunedì 2 gennaio 2012

Felicemente sopravvissuta

Olè, anche quest'anno ce l'ho fatta: sono sopravvissuta sia al Natale e pure al Capodanno.
Inacidita peggio degli altri anni, ho veramente tirato un sospiro di sollievo questa mattina quando, nonostante la sveglia sia suonata praticamente all'alba, mi sono resa conto che si tornava alla "normalità".
Queste feste proprio non le reggo: non reggo il consumismo frenetico del regalo "adognicostoanchesenontivedopraticamenteuttoilrestodellannomabisognafarecosìperchèètradizione" ; da brava vegana men che meno reggo le tavole imbandite e straripanti di crudeltà (anche delle peggiori, tipo il patè solo per buttarne lì una); i regali ricevuti che non c'azzeccano niente (mi tocca ripetermi, ma da vegana vedersi regalare delle babbucce farcite di piume d'oca, mi mette proprio tristezza) e qui rimando al punto di cui sopra, a parte il regalo in sè (del tutto discutibile dal mio punto di vista), si vede proprio che non mi conosci per nulla.

 E questo mi fa doppiamente tristezza.


venerdì 9 dicembre 2011

C'ho il gatto narciso

 "Ecco, lo sapevo, ci risiamo. Ma si può sapere dove ho sbagliato?" avrà pensato Z. appena mi ha visto posare delicatamente l'ennesimo trasportino (con gatto annesso) in casa.

Lei, la regina della casa fino all'anno scorso, si è vista a poco a poco portare in casa prima F., poi R. ed infine lui, il maschio, il re dei gatti, dal manto  color cipria e dagli occhi cangianti. Un bel pezzo di micio, lasciatemolo dire.

Tutte e tre si sono guardate fra di loro, hanno guardato lui, hanno guardato me e si sono allontanate a metà fra il risentito e lo shoccato.

Lui, invece, sembra aver capito perfettamente come va il mondo: si posiziona nelle postazioni più comode della casa (letto, divano, zampa imbottita, cuccia con plaid) e mangia - per pura par condicio, lo so - indistintamente da tutte le ciotole. Siano o non siano a lui destinate.

Comunque sia è
a) un gran bel felino (ma questo l'avevo già anticipato), e sa di esserlo
b) dannatamente narciso
c) fastidiosamente sicuro di sè
d) egocentrico quanto basta


C'è niente da fare, anche nei felini, ritrovo le stesse identiche dinamiche che ho potuto - ohimè - riscontrare nei maschi umani.

mercoledì 23 novembre 2011

Storia del suicidio annunciato di un nano da giardino

Era bello come il sole lui (si fa per dire, ovvio).
Certo, si vestiva un po' così, con quello stile tipico dei nani da giardino: sempre con quel cappello scolpito in testa, quella magliettina rossa che gli tirava anche un po' sui fianchi ... inoltre non è che sorridesse poi sto granchè ... gli avevano dipinto una specie di smorfia al posto delle labbra, ma tutto sommato aveva un suo fascino.

Appena arrivato non aveva avuto vita facile, dato che il gattone di casa aveva subito cercato di farlo fuori.
Non avevo fatto in tempo ad appoggiarlo accanto alla porta dell'ingresso (ancora dentro il sacchetto lui, ancora col cappotto addosso io) che Zeta ci si era fiondata dentro e con un movimento decisamente poco felino l'aveva praticamente fatto a metà. S T O C. Completamente segato in due, all'altezza della cintura, ma un bel giro di colla dato alle tre del mattino mi aveva permesso di rimetterlo in piedi.

Diciamo che aveva cercato fin da subito di attirare l'attenzione. Pure il nano da giardino narciso mi scelgo.

Gli avevo trovato quindi posto vicino alla portafinestra, faccia rivolta al balcone. La sagoma di lui che guardava fuori mi faceva sempre sorridere.


Presenza silenziosa, tutto vedeva e tutto capiva.
Tanto che al momento di un mio trasferimento in altra città, altra provincia, altra casa, ha pensato bene di lanciarsi dal sacchetto in cui era stato messo con cura e di suicidarsi.

Si è frantumato in mille pezzi in un parcheggio, a pochi passi da quella che sarebbe stata la sua nuova casa.
Quando dico che si è suicidato, intendo dire che si è praticamente lanciato fuori come se avesse avuto vita propria. Ho anche cercato in maniera abbastanza patetica, inginocchiata sull'asfalto, di radunare i pezzi e di ricomporli, mentre recitavo come un mantra "perchè l'hai fatto? perchè l'hai fatto?".
"Ma cosa fai? non vedi che è SOLO un nano da giardino?" mi schernisce una voce alle mie spalle.

Ecco. LUI, il nano, molto prima di me aveva capito che quella che stavo facendo era un'enorme ed impareggiabile cazzata. Ora col senno di poi lo posso urlare a gran voce.

Mi piace pensare che abbia cercato in qualche modo di avvertirmi, certo a modo suo, uscendo di scena in maniera teatrale e senza ripensamenti. O semplicemente non voleva avere rotture di palle, facendosi testimone della mia futura autodistruzione. 

Ora che ci penso non mi sono mai chiesta quale dei sette nani fosse. Ma poco importa. Per me di nano ce ne sarà sempre uno solo.




lunedì 14 novembre 2011

Mollette da bucato e bustine di the

Pausa pranzo.
Interno giorno.
Non so come, non so perchè, tra riso integrale scondito e patatine fritte, ad un certo punto si comincia a parlare di piccole fobie.
Ma non di quelle brutte che non ti lasciano respirare o prendere sonno, anzi, di quelle assolutamente senza senso, se proprio vuoi vederle da vicino, che un po' ti fanno pure sorridere.

"si, insomma, perchè quando mio fratello viene a dormire da me, si porta sempre dietro il suo cuscino ed un bustina di the" dice S.

"una bustina di the?" le rispondiamo in coro io e D.

"si, si, l'ha sempre fatto!"

D'accordo, ci sta: vada per il cuscino, che uno possa essere particolarmente fissato sulla comodità del suo, o impaurito dal non addormentarsi, ma scusa vogliamo parlare un attimo della bustina da the?

"Cos'è ha paura che tu non abbia the in casa?"
"ma no, ma no - risponde S. - io di the ne ho di diverse qualità e tipologie, ma lui è fissato che deve bere esclusivamente quella tal qualità di the verde".

"beh - rispondo io - tutto sommato io posso solo stare zitta: è da qualche anno che mi ritrovo, al momento di stendere il bucato, a perdere tempo ad abbinare i colori fra le mollette ed il capo che sto appendendo".

Ecco, a sto punto è calato per qualche secondo il silenzio;  S. e D. si son voltate verso di me ed hanno detto "si, in effetto questa forse è peggio della bustina di the!".

Sinceramente non mi ricordo quando sia iniziata questa follia tipicamente da donna di casa (quale non sono) ... non so, ad un certo punto ho cominciato a pensare che se le mollette non fossero state abbinate al capo, tutto sarebbe andato storto ... ma che ne so, avrò mangiato pesante, bevuto pesante forse, tanto è che è da anni che mi trovo a fare i conti con questa piccola mania (oltre a quella dei libri di cui avevo già detto, e della simmetria in generale, l'asimmetria mi turba).
Un po' come quando sono uscita da un negozio con un nano da giardino sottobraccio, a cui ho dato un nome e che ho piazzato in casa ... ma questa è un'altra storia da raccontare.

Ma forse, sotto sotto, ma neanche tanto, queste piccole manie, questi piccoli squilibri da sociopatica in erba me li coccolo e tengo stretti. Mi fa forse più paura l'idea di essere normale che parlare con un nano da giardino e coordinare mollette da bucato.

ps: adesso le ho comprate di legno; che devo fare, appenderci solo cose ecrù vero?